Dopo la scorsa edizione abbiamo ricevuto diverse impressioni da parte di chi ha partecipato alla Fiera. Una fra queste è la lettera di Piero, un visitatore che, con la scusa di tornare al suo paese di nascita, ha trovato la Fiera che non aveva mai visto! La riproponiamo integralmente:
E’ davvero da tanti anni che non torno a Paderno. Per motivi di lavoro i miei genitori la lasciarono alla fine degli anni ‘70 ed io, allora bambino, tra un pianto e una protesta salutai gli amici e partii con loro.
9 marzo 2008, le nove del mattino, il tempo è un po’ incerto. Volevo camminare con calma per le vie del paese, ritrovare angoli e strade della mia infanzia, cercare i volti degli amici di un tempo dietro ai peli della barba o alle prime rughe. Supero il ponte della ferrovia per dirigermi verso il centro storico del paese. Arrivo a testa bassa in fondo alla discesa, immerso nei miei pensieri e alzando gli occhi vedo… non so cosa io veda o come si chiami. Mi trovo catapultato in un altro luogo: le strade brulicano di persone che si accalcano davanti a una infinità di bancarelle. I rumori, i profumi, la musica, il sorriso dei bambini, le urla degli ambulanti: sono in una sagra di paese! Recupero in un negozio un opuscolo con il programma della manifestazione; si chiama “Fiera di Primavera”. Il nome non mi è nuovo: mio nonno Giacomo mi raccontava spesso di questa festa che si teneva sempre quindici giorni prima della Pasqua, in occasione dell’Ufficio generale in ricordo dei defunti della parrocchia. Guardo il calendario e mi accorgo che la data è proprio quella. Intuisco che qualcuno ha deciso di far rivivere quell’antica tradizione.
Sono le ore 18: sono esausto e anche un po’ bagnato. Ho camminato fino quasi a consumare le suole delle scarpe. Ho visitato l’esposizione di moto d’epoca, la mostra felina e quella rassegna interessantissima sulla storia della parrocchia di Paderno. Sono rimasto stupito davanti all’abilità del soffiatore di vetro e dell’intagliatore di legno. Ho ammirato le forme, la luce, i colori di bellissimi quadri, la semplicità e al tempo stesso la ricercatezza delle opere degli Hobbisti. Mi sono quasi commosso constatando l’enorme delusione negli occhi dei bambini che pensavano di trovare all’interno del cortile della scuola materna la solita fattoria (manifestazione non allestita a causa di una cautelativa ordinanza in materia di polizia veterinaria).
Ho mangiato una trippa d’altri tempi e l’ho digerita inseguendo i trampolieri che invadevano chiassosi le vie del paese. Ho fatto la fortuna di decine di commercianti, acquistando le cose più inutili e le borse strapiene che trascino con fatica ne sono la prova.
E’ stato bello partecipare alla 28a edizione della Fiera di Primavera. Penso con rammarico alle 27 edizioni che mi sono perso, ma già attendo con ansia la prossima in programma per il 29 marzo 2009.
Ho vissuto una giornata intensa e piena di emozioni, nella quale l’intelligenza e la capacità degli organizzatori hanno saputo fondere arte e cultura, tradizione e folklore, gioco e impegno sociale.
Da oggi avrò un valido motivo per tornare al mio paese natìo tutte le primavere!
Piero T.