image007150° anniversario della battaglia di Solferino e San Martino 1859-2009

“Tuttavia pur rispettando i trattati, non possiamo restare insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”.

Parole pronunciate, all’apertura del parlamento del Regno di Sardegna dal Re Vittorio Emanuele II il 10 gennaio 1859. Questa frase di sfida irritò l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe che dispose di ammassare truppe sul confine tra Lombardo-Veneto ed il Piemonte, ma nel contempo alimentò i sentimenti degli italiani all’unità del Paese, così che moltissimi volontari corsero in Piemonte ad arruolarsi.

Il 29 aprile l’esercito austriaco attraversò il fiume Ticino invadendo il Regno di Sardegna. Era iniziata la seconda guerra d’indipendenza.

Il 30-31 maggio combattimenti a Palestro e a Vinzaglio, dal 1 al 4 giugno a Magenta, l’8 giugno l’entrata trionfale a Milano di Napoleone III e Vittorio Emanuele II, nei giorni 17 e 18 i due eserciti alleati giunsero nelle zone del bresciano e del mantovano. Alle tre del mattino del 24 giugno del 1859 le due armate nemiche mossero per lo scontro. I franco-piemontesi al comando di Napoleone III imperatore dei francesi, con 135.000 uomini e 400 cannoni, contro 160.000 uomini e 360 cannoni, agli ordini di Francesco Giuseppe imperatore d’Austria e Ungheria. La battaglia ebbe come teatro la zona delle colline moreniche del basso Garda. A sera al termine dell’immane scontro giacevano sul terreno più di 40.000 corpi, tra morti e feriti. Molti periranno il giorno successivo pur avendo ferite di poco conto, soli e abbandonati per la mancanza di un primo soccorso.

La battaglia raccontata attraverso i documenti, le foto e le cronache dell’epoca, in una raccolta che potrete visitare in occasione della 29a edizione della Fiera di Primavera, presso i locali della sede del quartiere in via Fante d’Italia.