Sono passati 29 anni. Era il 1981 ed io poco più che diciottenne con altri amici, organizzavo la prima riedizione della Fiera di Primavera.
Certo non avevo la responsabilità organizzativa che oggi mi hanno affidato, ma tanto entusiasmo che, da allora, mi ha accompagnato per più di un quarto di secolo. Ancora oggi, a 46 anni di età, quel fervore che mi accomuna agli altri amici mi permette, anzi, ci permette, di continuare ad organizzare questa sentita festa e mantenerne viva la tradizione. Un particolare riconoscimento ed un sentito grazie a Nino, Giorgio, Paola, Paolo, Luca, Cristina e Alberto che con me formano lo zoccolo duro dell’organizzazione, insieme a tutti quelli che nel frattempo si sono aggiunti e partecipano attivamente alla pianificazione dell’evento.
Sicuramente la Fiera non è più quella di una volta.
Ricordo l’esposizione bovina ed equina: bastò far girare la voce tra i macellai e gli allevatori della zona, convocarli per sentire il loro parere, stendere un minimo di regolamento ed ecco organizzata la rassegna. Poi, con il passare degli anni, i macellai chiudono schiacciati dalla concorrenza dei grandi supermercati, gli allevatori non hanno eredi, le misure di polizia veterinaria sono sempre più rigide ed è così che non si riesce più a trovare un bovino nel raggio di decine di chilometri.
Resta comunque il ricordo di tante, ma veramente tante iniziative organizzate per rendere la Fiera un pò diversa dal tradizionale mercato del martedì: la sfilata di moda organizzata nel 1991, la parata di carrozze d’epoca nel 1982, la mostra sullo scrittore Emilio De Marchi del 1991, occasione che mi ha inoltre permesso di conoscere le discendenti dello scrittore; la mostra dedicata ai 100 anni di locomozione nel 1988 con trattori, carrozze, moto, auto e le biciclette d’epoca, quest’ultime gentilmente concesse dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.
Comunque sia, il ricordo è solo per i nostalgici. La Fiera deve necessariamente evolversi come si evolve la società in cui viviamo ed adeguarsi alle aspettative della gente, sempre più numerosa e fedele a questo tradizionale appuntamento, non solo di gioia e di festa ma anche religioso.
Anche se alcuni stentano a crederlo, la Fiera non ha perso di qualità. Si è solo adeguata ai tempi: così gli artigiani che all’epoca espletavano nel vecchio cortile gli antichi mestieri, sono diventati gli Hobbisti di oggi; l’esposizione bovina ed equina si è trasformata nella riproduzione di una fattoria con tanti piccoli animali da far vedere e conoscere ai nostri figli; le simpatiche giostrine con i cavallini di legno hanno preso le sembianze dei moderni gonfiabili (o saltabimbi) di oggi.
Per il resto, il programma è sempre ricco di mostre ed eventi che oggi come allora la distinguono da tante altre fiere.
Basta solo partecipare ai vari momenti culturali e religiosi che, con tanta fatica, ogni anno il Comitato si sforza di organizzare, per scoprire che la Fiera del terzo millennio, non è poi così tanto differente da quella che conoscevano i nostri nonni.
Ora vi lascio alla 29a edizione della Fiera di Primavera, augurandovi di trascorrere una splendida giornata di gioia e di festa in compagnia di tanti amici e parenti.
Buona visita.