29032011-IMG_1226 [1280x768]

Da un po’ di tempo mi chiedo cosa c’entra il Disegno con la Musica, l’Immagine con il Suono, l’opera d’arte da guardare insieme a quella d’ascoltare.

Da un po’ di tempo me lo sto chiedendo per via di occasioni diverse, ultima in ordine di tempo la proposta, che ho accettato, del Comitato Organizzatore della Fiera di Primavera di unire il disegno dal vivo ad un concerto di musica sacra per coro e orchestra.

La risposta che trovo sta in questa parola d’ordine: “esperimento”.

Nel 2010 la serata inaugurale della Fiera di Paderno Dugnano aveva già proposto un evento simile. Da un grande schermo al centro dell’altare nella Chiesa venivano trasmesse le immagini dei musicisti mentre suonavano e del coro mentre cantava, ripetendo così ogni particolare di quanto avveniva nel cosiddetto golfo mistico a beneficio di tutto il pubblico che per ragioni di posto/sedia non poteva vedere quei movimenti.

In quel caso le riprese cinematografiche ripetevano in tempo reale le azioni di chi eseguiva musica e canto diffusi in quel momento.

Per quest’anno si è voluto ardire di più. E quindi sperimentare. Provare ad unire l’interpretazione della Passione di Cristo attraverso le note della musica classica e della voce di due cori con il disegno dal vivo dei tre momenti fondamentali finali della vicenda di Gesù: la Passione, la Morte e la Resurrezione.

Ognuna delle Belle Arti risulta essere incompleta nella fruizione per il fatto che ognuna manca di offrire la percezione su almeno uno dei cinque sensi dell’uomo. Con la Musica non vengono sollecitati il gusto, l’odorato ed il tatto, con la Pittura il gusto, l’odorato e l’udito, e così via.

Unendo due o più discipline diverse si cerca di sollecitare più sensi possibili a nostra disposizione. Con il rischio di investire troppo l’ascoltatore e lo spettatore di impegno e di aspettativa e di rubargli il settimo senso che da sempre le Arti cercano di stimolare: la fantasia, l’immaginazione personale.

È per questo che il nostro progetto risulta essere una prova, un esperimento.

Proviamo ad unire più discipline di diversa natura senza risultare ridondanti.

Proviamo a conciliare esperienze tra loro apparentemente inconciliabili.

Immagine e suono sono come due mondi paralleli che tentano di avvicinarsi ma non si incontrano mai. Quella convergenza è solo illusione ottica, come il sole che quando tramonta sembra cadere sulla Terra o morire inghiottito nel mare. In realtà è l’inganno dell’orizzonte che nasconde la sfericità dei pianeti.

Così continuano imperterriti i percorsi del Disegno e di Musica e Canto, ognuno seguendo la propria traiettoria, dando l’illusione di incontrarsi nel momento del concerto illustrato ma ritornando sulla propria orbita dopo la fine dell’evento.

Se l’esperimento sarà riuscito lo diranno gli applausi della folla e i complimenti, se ci saranno.

Ma ciò che ci preme soprattutto è di rimanere rispettosi verso la sacralità del luogo e dell’argomento, dato che del Figlio di Dio si tratta ciò che andremo ad interpretare, della Passione, Morte e Resurrezione di Suo Figlio fatto uomo.

…e come si suol dire in questo ed in altri casi: che Lui ce la mandi buona!